"I rapper emergenti hanno ucciso la scena rap italiana" Sfera Ebbasta senza peli sulla lingua / Pareri e Punti di Vista


Tutti hanno un sacco di aspettative, a molti non piaccio perchè, non so, sarà la faccia, sarà il genere di musica... Non lo so, quindi direi di trovarmi "in mezzo", un po' come in equilibrio, sul filo del rasoio, a metà tra l'amore delle persone ed il loro odio. A metà tra tornare alla vecchia vita, vederti svanire questo sogno e invece a realizzarlo ancora di più e raggiungere altri obbiettivi, altri risultati.

Fin da piccolo ho ascoltato rap americano, ero molto influenzato, però influenzato da i rapper della mia generazione quindi 50 Cent, Lil Wayne, Soulja Boy... Tutti i nuovi, non sono cresciuto con Tupac, Notorius Big e quindi non facevano parte del mio.


Andando avanti col tempo ne ho scoperti sempre di più, sono uno che va sempre a cercare la novità, il nuovo emergente che spacca, mi piace proprio informarmi.


Io ho cercato di essere il più inimitabile possibile, o perlomeno di avere una figura la quale se nel momento in cui viene imitata viene subito scoperta, perchè comunque avendo delle basi rap specifiche, un modo di rappare specifico, dei video rap specifici, un abbigliamento specifico ho creato una cosa che va al di là della semplice canzone. E' un movimento, un lifestyle.
Ci sono io che faccio questo e chi prova bene o male a farlo e viene ricollegato a me.

Io penso che se uno fa' rap, poi io non mi definisco un rapper, comunque se uno è un artista a cui piace l'hip hop, il rap, la trap... Def Jam penso che sia il traguardo più ambito, è come dire "la Apple del rap", è il top. Mi ricordo quando da ragazzino giocavo a "Fight for New York" alla PlayStation, sognando un giorno di essere anche io protagonista di quel videogioco. Adesso non sarò il protagonista del videogioco ma comunque sono entrato a far parte di questa cosa, appunto essere l'unico in Italia a parte Gue Pequeno che... sti ca*zi, è il top!

Il fatto che mi venga data la stessa possibilità mi fa sentire appagato, mi fa capire che comunque sto facendo bene, che ci sono tutti i buoni pronostici per spaccare anche in futuro.


Fino adesso mi è sembrato che chiunque spaccasse, chiunque emergesse, tendesse ad escludere gli altri per potere avere per lui tutto, e forse è stato questo che ha ucciso il rap italiano. Ci siamo ritrovati in una sorta di competizione e per queste cose mi sento molto più rapper io ad aver tirato in mezzo tutti i miei amici, che tutti gli altri. Mi fa essere contento a vedere me, a 23 anni, nel poter avere uno stile di vita che i miei genitori non si sono mai potuti permettere.