Ghali e il difficile rapporto con suo padre / Pareri e Punti di Vista










Ho iniziato a fare rap ad 11 anni, mi sono accorto che sapevo rappare quando ho sentito per la prima volta il rap italiano. 

Quindi mi sono detto: "ok, adesso anche io voglio esprimermi e ho delle storie che voglio raccontare"

Già dall'inizio scrivevo su delle basi rap gratis che non erano mie, cioè, roba americana che trovavo su Youtube, beat di Snoop Dogg, 50 Cent, qualsiasi beat hip hop che trovavo su internet ci scrivevo sopra e registravo, finchè piano piano ho conosciuto gente, ho conosciuto un beatmaker, gente che produce beat per me.

Così sono cresciuto anche, artisticamente parlando, e ho trovato la mia strada, il mio sound, il mio flow, creando piano piano "il mondo di Ghali"

Sono cresciuto con mia madre, non come madre e figlio ma come due amici, due fratelli. Abbiamo condiviso tutto assieme, ha fatto di tutto per crescermi perchè mio padre non c'era... 

Non è stato con noi, ci ha lasciati. E' stato arrestato. 
Lui non è stato assente a causa di questo, non è proprio mai stato presente in famiglia. Non era presente come i padri dei miei amici, in classe con me, ed io da piccolo pensavo fosse una cosa normale. Ero giù per quel fatto ma non lo capivo bene, crescendo però ho capito, ho capito cosa ti toglie, perchè è una mancanza, e automaticamente ti vengono a mancare altre cose.

Non sei pronto in tante cose nel mondo, perchè un bambino, per crescere, per vivere in questo mondo, in questa società, gli serve un padre.
Siamo arrivati anche in un periodo molto difficile e ce la siamo cavata anche senza di lui, abbiamo dormito fuori io e mia madre, in stazioni, hotel, dormito da gente...

"Mamma" l'ho scritta in Tunisia e ho fatto il video in Tunisia. Ho portato con me i miei amici: Alessandro il videomaker e Fawzi che ha lavorato alla produzione del brano. Siamo andati a girare il video nel Melassine, Hay Ettadhamen, abbiamo girato un po' la capitale Tunisi.

Le mie canzoni sono su Youtube e su Myspace, Myspace prima di Youtube, finchè piano piano ha iniziato a conoscermi la gente a Milano e mi hanno sentito dei rapper forti nella scena di Milano, e stavano per iniziare il tour in Italia. Ho iniziato il tour con loro.

Posso aiutare mia madre ora, ho visto i primi soldi col rap.

Lo studio in casa è una fermata importante e indispensabile, prima che la canzone vada in studio più grandi. Abbiamo preso microfono e altri materiali per registrare, ma solo per registrare un'idea. Quando l'idea è pronta e tutto, andiamo in studio da Charlie Charles, lui è il mio beatmaker, abbiamo fatto la maggior parte dei pezzi insieme.
Vado da lui in studio, lavoro da lui, registro e infine andiamo a mixare. Facciamo il master in altri posti da altre persone.

Voglio far uscire una canzone come la vorrei ascoltare io da qualcun altro, cerco sempre di metterci cultura e qualcosa di nuovo. Non faccio rap su collane, orologi, oro... Non mi interessa.

Tanti mi chiedono cos'è il segno che faccio con la mano di solito, si chiama Jimmy, quando ero piccolo parlavo con lui! Non ho fratelli, non avevo nessuno all'ora. Rimango in stanza solo, parlo con lui, gioco con lui, gioco con la fantasia sul muro e mi sono detto: "Quando sarò famoso, diventerà famoso anche lui."

L'ho chiamato Jimmy e ci ho fatto una linea di vestiti: la "Sto Clothing". Io e i miei amici, a parte la label abbiamo aperto questa linea. L'abbiamo creata a Milano nel 2015. Il 3 Aprile abbiamo fatto il primo instore di vestiti, cappelli e magliette, a Milano centro, bloccando la strada.

Quando vado in Tunisia vedo sempre i tunisini che vivono all'estero... Bmw, Mercedes, scarpe, vestiti che io a quel tempo non potevo permettermi. Quest'anno ho fatto un disco d'oro, un disco di platino... Il disco d'oro l'abbiamo fatto in 14 giorni con "Ninna Nanna", un record qui in Italia, nessuno prima l'ha fatto. Era in streaming e l'abbiamo venduto online e in un mese... Disco di platino, cioè 50 mila copie vendute.