Vinti 1000€ ad una battle di freestyle: Fred De Palma si racconta | Pareri e Punti di Vista


Quando si ottiene un grandissimo successo il più grande timore è quello di non riuscire a ripetersi, no? Tu in che condizioni hai scritto questo disco rap?

Io vengo da una gavetta abbastanza lunga che sarà durata almeno 4-5 anni, quindi diciamo che nel 2016 ho ricevuto la mia "consacrazione" con un canzone che si chiama "Buenos Dias". Onestamente avevo scritto quel disco, "BoyFred", lasciandomi trasportare da quello che volevo fare senza guardare gli altri, che penso sia questo quello che poi cerca di non farti ripetere, perchè se avessi scritto questo album pensando a "Buenos Dias" o ai pezzi che mi hanno fatto diventare famoso, forse avrei corso questo rischio. 


Fortunatamente ho sempre scritto le canzoni pensando proprio ad altro, nel senso, "quello ormai l'ho fatto, voglio fare qualcosa di diverso" e quindi non ho avuto questa paura. Penso che non ci sia un altro pezzo che possa sembrare "Stanza 365", nè a livello di sound nè a livello di scrittura.


Quello che cerco di fare disco dopo disco è cercare di trovare un'evoluzione della scrittura, se "Boyfred" era punch line che stavano per diventare descrittive, secondo me questo album ha trasformato le punch line in un discorso. All'interno puoi trovare delle rime ad effetto che però sono messe all'interno di una spiegazione, che era quell oche già volevo fare nel disco rap "Boyfred" ma che ero consapevole di non avere ancora le capacità.


Fred de Palma in quanto tempo ha capito che il pensiero degli altri valeva poco? Che, alla fine della fiera contano i risultati...


In realtà l'ho sempre saputo perchè era un po' come quando faccio le gare di freestyle rap, io salivo sul palco che nessuno mi conosceva, a Torino, una città molto difficile per il freestyle, dove se tu non sei "real hip hop" non ci puoi salire sui palchi, molte volte non mi hanno fatto salire perchè non ero del loro ambiente.

Quando salivo sul palco mi rendevo conto di spaccare il mio avversario, ma la gente faceva casino per l'avversario; io lì ho capito che non devo ascoltare troppo quello che dicono gli altri. Devo essere consapevole di quello che so fare e di riuscire a spaccare anche più di un altro, senza per forza che qualcuno me lo dica. Lì ho capito che dovevo pensare più a me.


Ricordo che quando parlammo mesi fa, mi resi conto che il Fred de Palma con cui parlavo era un ragazzo che non sapeva in che categoria inserirsi con la sua musica e che nemmeno il suo pubblico riusciva a categorizzarlo. Quando mi hai parlato mi sono reso conto di aver parlato con un ragazzo con tantissimi drammi musicali, e ascoltando questo disco mi sono reso conto che questi drammi non li ho trovati...


In realtà Fred De Palma ha tante sfaccettature e a volte quando scrivo un album, per me è difficile dire tutto perchè io temo che la gente dia delle "etichette". Un esempio, quando tu pensi al rapper Salmo, artista incredibile, tu sai di cosa stai parlando, tu sai chi è Salmo e cosa fa. 


Quando tu parli di me non sai esattamente come "etichettarmi", ed è questa forse la difficoltà. Ed è questo per il quale tu in questo disco non hai trovato il Fred de Palma con cui hai parlato quella sera, perchè non riesco a focalizzarmi su una sola cosa, a me piace pensare a tante cose e poi scriverle. Quando ho finito di scrivere un disco, se mi sono dimenticato di qualcosa dico "va bè, sarà per il prossimo", non riapro tutto e scrivo.


Questo non è un disco introspettivo, è un disco rap che parla di mie esperienze passate e presenti. Penso che quel Fred de Palma che dici tu uscirà forse nel prossimo disco rap.


Cosa manca a Fred de Palma per diventare un "Top"?


Ordine. Mi lascio trasportare troppo da quello che mi circonda e da quello che penso sia figo. A volte il marketing lo metto in secondo piano a discapito di quello che pensa la gente. Un esempio, la mia canzone "Adios", tu puoi dirmi che è un pezzo reggaeton, però non è una canzone reggaeton che ambisce ad essere una hit a tutti i costi, perchè viene da una corrente di raggaeton che non è quella di Luis Fonsi o Enrique Iglesias, è più quella di Dj Balbin, che io lo definisco come se Drake facesse raggeton. Le sue melodie sono di un livello superiore.

A volte penso troppo al marketing e a volte troppo poco, ed è questo l'ordine delle cose che manca a me, sono sincero nel dirtelo.


Qual è un obbiettivo che ti sei posto per questo disco?


Che faccia capire meglio chi sono a livello di personalità artistica. Io non disco che se un'indomani voglio fare un pezzo reggaeton nessuno deve dirmi niente, però è un po' quello l'intento. Io non vorrei avere limiti, non vorrei essere etichettato, a me non interessa essere un rapper, non mi interessa essere un cantante, non mi interessa essere uno che fa reggaeton. 


A me interessa fare musica. Io voglio che la gente capisca questo di me, e non è una roba arrogante o poco umile, io penso che per quanto riguarda il rap tutto quello che dovevo dimostrare l'ho dimostrato.


Prendevo il treno per fare le battle in giro per l'Italia per farmi uno stipendio, perchè al tempo c'erano le gare dove tu andavi e si vincevano 500 o 1000€, erano robe importanti. Sono passato a fare gli extrabeat quando tutti dicevano che gli extrabeat non si potevano fare.


Tutt'ora penso che non ci siano molti che fanno extrabeat "nitidi", nel senso che si capisca tutto dall'inizio alla fine e lgi incastri siano fighi. Sono pochi in Italia che li fanno.


Credo che per quanto riguarda il pubblico del rap, io sono contento che ad alcuni non vada a genio perchè sperimento. A me non interessa per niente.