Ensi: "Lo sognavo un mondo dove i ragazzi per strada pompavano Hip Hop"


Allora Ensi, partiamo dal titolo del tuo nuovo album rap: perchè "V"?

Ci ho messo un sacco di significati, infatti una cosa divertente è che quando è uscito il titolo del mio nuovo album rap mi hanno detto: "Oh Ensi, quanti significati ci hai messo nel disco rap, manco nella discografia di tutti gli altri rapper messi assieme ci sono così tanti significati!"


In realtà è sotto vari punti di vista: V come "Vendetta", il mio primo album rap che nel 2018 farà dieci anni dal mio primo disco rap ufficiale, quindi anche un po' per ripercorrere il mio passato nel rap. C'è il mio presente perchè V sta per Vincent, il nome di mio figlio, quindi: il maturare, il diventare padre... V come Vella, la mia famiglia quindi tanto del mio personale, la storia del mio rapporto umano, meno legato al mondo della musica rap e poi finito di trovare tutti questi significati è venuto fuori che era il mio quinto disco! 


Quindi era perfetto, ho detto: "Questo è il titolo, non saprei cos'altro fare"


V, tuo figlio, ha anche una canzone. Però non è il classico pezzo rap da padre a figlio, "nei tuoi occhi, ecc.", insomma, è un pezzo da rapper.


E' un pezzo da rapper, un pezzo rap crudo, un po' brutale però anche speranzoso secondo me. Volevo scriverlo proprio come una lettera per lui nella quale gli dico che so benissimo che tante di queste parole ancora non le può capire, e forse non è neanche facile spiegarti cosa provo, però sentivo l'esigenza di dirgli qualcosa.


Siamo in un'epoca dove i ragazzi della mia età non fanno più figli, l'età in cui si figlia è diventata sopra i 40, quindi il mio voleva essere anche per lui una sorta di lettera nella quale io riesco a trasmettermi delle cose che sento realmente, quindi in un epoca in cui non fanno figli perchè vedono la società disastrata.


Come sono io crescerà mio figlio e cresceranno tanti altri. Là fuori non sarà facile però "tu sei tu e ce la puoi fare".


Sei rimasto abbastanza fedele a te stesso, con un occhio al 2017 ed hai tirato le tue solite rime taglienti per pizzicare la nuova generazione, questi Youtuber, ecc...


Non mi piace tanto il sound che oggi va per la maggiore. E' un sound cool, che mi piace, anche in America succede quindi non sono uno di quelli con lo zainetto che ti guarda male se fai qualcosa di diverso, anzi, credo di essere uno di quelli che collabora apertamente. L'ho già fatto anche con tanti dei ragazzi nuovi, con molti di questi mi spendo in parole e props, però quello che è giusto è giusto, cioè piazzare delle differenze, delle definizioni, mi sembra importante soprattutto per quello che rappresento, un po' a livello storico nel rap italiano per il percorso che ho ma anche per il momento storico che viviamo.

Per me fare una fotografia del momento in un disco rap così importante dove dovevo dire queste cose, non avrei potuto farlo cercando di fare un disco rap che suona come quello di un ragazzo giovane che sta uscendo adesso, perchè non sono così, non parlo in quella maniera, non ho quel linguaggio, non ho quell'abbigliamento, non ho quell'immaginario.

Sarebbe stato forzato per me.


C'è anche una sorpresa, "In Volo", un pezzo in cui non fai il classico rapper, anzi, praticamente fai il cantante. Una svolta, chi lo sa!


Ma guarda, lo dico subito, non ho nessuna velleità canterina per arrivare da chissà quale altra parte, però delle volte devi assecondare l'arte. Io non sono mai stato nuovo alle melodie, in questo disco rap ce n'è, nei miei dischi precedenti pure... Alcuni dei miei pezzi preferiti della storia dell'hip hop hanno i ritornelli cantati.


Sono sempre stato molto attratto dalle melodie nel rap e "In Volo" è la massima evoluzione che potevo fare di questa cosa e non so se ce ne saranno altre.


L'Hip Hop in america ha superato il Rock in termini di numeri, in Italia?


In Italia il termometro è caliente raga, l'hip hop italiano in generale e la musica urban è sicuramente il genere più ascoltato dai giovani e credo che abbia influenzato e cambiato tantissime cose dalla discografia a come viene recepita la musica in generale.

Al contempo però dire che c'è il predominio sarebbe sbagliato. In Italia esistono tantissime realtà che stanno lavorando benissimo senza fare rap italiano con grandissimi risultati, tolti i numeri dei talent, i numeri del pop più classico.


Per me la situazione è molto positiva, io me lo sognavo un mondo dove i ragazzi per strada ascoltavano il rap italiano.